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mercoledì 12 settembre 2012

Uso degli strumenti tecnologici nella scuola e privacy: interviene il Garante

Con un comunicato stampa potremmo dire "epocale", in data 6.09.2012 il Garante per la Privacy è intervenuto su un tema di grande attualità da un lato, ma allo stesso tempo estremamente delicato vista i soggetti coinvolti.

L'authority, infatti, alla luce degli enormi cambiamenti tecnologici, rispetto anche a pochi anni or sono, ha dettato alcune regole rivolte a professori, genitori e studenti in materia di privacy a scuola affrontando numerosi argomenti dall'uso dei tablet, passando per i social network, per giungere fino alla pagella elettronica.

Riportiamo in sintesi i punti principali del provvedimento rimandando al sito ufficiale per la lettura completa del documento ed aggiungendo alcune considerazioni di carattere personale.

Il provvedimento chiarisce, innanzitutto, la non lesività della privacy riguardo al comportamento dell'insegnante che assegna un tema inerente il mondo personale dei propri alunni.

Per altro verso rimette, invece alla sensibilità dell'insegnante stesso la possibilità di trovare un equilibrio tra tutela della riservatezza ed esigenze didattiche quando vengono letti in classe gli elaborati soprattutto quando si tratta di argomenti delicati.

Certamente oggi simili indicazioni fanno particolarmente riflettere soprattutto se pensiamo che, sino a qualche anno fa era assolutamente impensabile o, comunque, potremmo dire, non ritenuto "socialmente rilevante", dettare regole per la tutela della riservatezza degli alunni in ordine al contenuto di un compito in classe.

mercoledì 5 settembre 2012

L'avviso dell'udienza di convalida dell'arresto è valido anche se inviato al difensore via SMS

Con un'interessante sentenza (sez. IV, sentenza 30.07.2012 n° 30984) la Cassazione Penale ha stabilito un principio alquanto innovativo riguardante le comunicazioni effettuate nell'ambito del processo penale.

In sintesi la Suprema Corte ha, infatti, affermato che è l'avviso al difensore dell'udienza fissata per la convalida dell'arresto del proprio assistito è valida anche se effettuata a mezzo di sms inviato sul suo telefono cellulare. 

Il caso nasce nell'ambito di una convalida di arresto effettuata dal GIP di Catania a seguito della celebrazione di un'udienza la cui comunicazione, così come annotato in atti dal funzionario di cancelleria, era stata effettuata al difensore a mezzo di messaggio inoltrato sul suo telefono cellulare.

Sostenendo l'irregolarità di tale comunicazione l'imputato ha proposto ricorso per Cassazione avverso l'ordinanza di convalida dell'arresto rigettata dalla Suprema Corte all'esito di un interessante ed innovativo ragionamento.

La sentenza prima di entrare nel merito del caso specifico parte, innanzitutto, dal riferimento ad un altro precedente delle Sezioni Unite  (30.10.2002 n. 39414) secondo cui, non sempre l’avviso al difensore di un atto cui egli ha diritto di partecipare, richiede l’uso delle modalità tipiche delle notifiche, ben potendosi fare ricorso, in casi particolari previsti dalla legge, a mezzi atipici di comunicazione. 

Aggiunge poi che "nel caso dell’udienza di convalida dell’arresto o del fermo, il dettato normativo – art. 390 co. 2 cpp – prevede che dell’udienza sia dato avviso “senza ritardo” al pubblico ministero ed ai difensori, previsione che, nel pieno rispetto del principio di legalità, autorizza il superamento delle forme vincolate di conoscenza legale degli atti in considerazione della presenza di una specifica situazione di urgenza, quale è quella rappresentata dai brevi termini legislativamente previsti per la convalida del fermo che impongono l’intervento di una decisione rapida dell’autorità giudiziaria in vista della tutela di interessi considerati di primaria rilevanza".

Non solo, ma la Suprema Corte ricorda anche che, secondo il precedente citato, nel caso dell'udienza di convalida, la validità dell’avviso prescinde dalla conoscenza effettiva della informazione da parte dell’interessato atteso, peraltro, che “se il difensore di fiducia o di ufficio non è stato reperito o non è comparso, il giudice provvede a norma dell’art. 97, comma 4″, nominando altro difensore.

Ciò premesso, nel caso specifico, gli Ermellini hanno rigettano il gravame sostenendo un'interpretazione tecnologica proprio del disposto di legge di cui all'art. 390 del codice di procedura penale il quale, come sopra ricordato prescrive che l'avviso dell'udienza debba essere dato al p.m. ed al difensore "senza ritardo" non specificando nulla in ordine alle forme di tale comunicazione.